Il simbolo della convivialità dell’Appennino modenese.
In origine, il nome “tigella” indicava il disco di terracotta (o pietra) in cui veniva cotto l’impasto, che invece si chiamava “crescentina”. Oggi i due termini si fondono per descrivere questi piccoli dischi di pane profumati, nati per essere aperti ancora fumanti e farciti con la tipica “cunza” (il battuto di lardo) o con i salumi d’eccellenza della zona.
Dosi per: 6 persone (circa 30 tigelle) Tempo di preparazione: 30 minuti + 2 ore di lievitazione Tempo di cottura: 5 minuti per tornata
INGREDIENTI
- 500 g di farina 0
- 250 ml di latte intero (o metà latte e metà acqua)
- 50 g di strutto (o 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva)
- 12 g di lievito di birra fresco
- 1 cucchiaino raso di zucchero
- 10 g di sale fino
PROCEDIMENTO
- L’impasto: In una ciotola capiente, sciogliete il lievito nel latte tiepido insieme allo zucchero. Disponete la farina a fontana, aggiungete lo strutto a temperatura ambiente e il composto di latte e lievito. Iniziate a impastare e, solo a metà lavorazione, unite il sale.
- Lievitazione: Lavorate energicamente l’impasto su una spianatoia finché non risulterà liscio ed elastico. Formate una palla, copritela con un canovaccio e lasciatela lievitare in un luogo tiepido per circa 2 ore, o fino al raddoppio del volume.
- Formatura: Stendete l’impasto con il mattarello fino a uno spessore di circa 5-6 millimetri. Con un coppapasta (o un bicchiere) del diametro di 8-10 cm, ricavate i vostri dischi. Lasciate riposare i dischi ottenuti per altri 20 minuti coperti.
- Cottura: Scaldate molto bene la “tigelliera” (lo stampo in ghisa o alluminio) o, in mancanza, una padella antiaderente dal fondo spesso. Cuocete le tigelle a fuoco medio per circa 3 minuti per lato, girandole finché non saranno gonfie e dorate in superficie.
- Servizio: Avvolgete le tigelle in un canovaccio pulito appena tolte dal fuoco per mantenerle calde e morbide.
IL CONSIGLIO DELLA REZDORA
Il modo più tradizionale per gustarle è aprirle a metà e spalmarvi un velo di Cunza (il battuto di lardo, aglio e rosmarino) bollente, completando con una spolverata generosa di Parmigiano Reggiano grattugiato. Il calore della tigella scioglierà il lardo, sprigionando un profumo irresistibile.
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